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In questa sessione inserita solo nella parte in Italiano riprendo alcuni aspetti caratteristici del passato di questa nostra Riviera di Levante perché anche i più giovani vi possano trovare alcune tracce di com’eravamo. 
                                                                                                               (Francesco) 


La sintesi sotto riportata è stata tratta, con il consenso dell’Autrice dal  Libro “Il Tigullio com’era …e Genova….e Recco ” (Nel diario di una scrittrice dell’800)  Edizioni Tigullio-Bacherontius  



UN MONDO RITROVATO


Non è la Storia (con la esse maiuscola) quella che leggeremo, ma la storia quotidiana, quella che si svolge nelle strade e lungo la riva del mare: uno scorcio affascinante recuperato attraverso i diari di una turista dell’Ottocento.

E protagonista, è la gente, la loro esistenza laboriosa, la semplicità del vivere, il nascere e il morire nell’avvicendarsi delle stagioni.
C’è in questo viaggio di centocinquant’anni fa, la bellezza prorompente d’un mondo incontaminato, dovizioso e impregnato di sapori, odori e profumi della nostra Liguria.
Ma, nel gioire per questo tempo ritrovato, nel profondo di noi resta l’amarezza di un paradiso perduto.
                                                                                                                   

                                                                                                           Mariella Risi

Dal diario di viaggio “Au bord de la mer” di Valérie Boissier de Gasparin
 pubblicato nel 1866.

Il viaggio si svolge nel mese di settembre del 1861

9 Settembre 1861
Eccoci giunti finalmente a Genova ma la meta delle nostre vacanze non è questa, perché volendo andare al mare per nuotare, cerchiamo una buona spiaggia sulla Riviera di Levante……….

10 Settembre 1861
…………giardini fioriti, spiagge ridenti, boschetti di limoni ci accompagnano lungo la strada che poi comincia a salire, fino a grandi altezze. Allora si abbraccia con lo sguardo la distesa di mare e di cielo senza confini e sugli abissi s’aprono gli ombrelli profumati dei pini marittimi.
Quando giungiamo in vista di Rapallo, la cittadina dall’alto e da lontano sembra situata in una verde cornice che racchiude uno specchio di mare. Sensazione che si dissolve allorquando, raggiunto il piano, scorgiamo a destra una costruzione turrita immersa nell’acqua e il mare aperto fino ad incontrare le tre punte del monte di Portofino. Immagine che da questo momento, finché resteremo nel Golfo Tigullio, non ci lascerà più.
A noi Rapallo sembra un luogo bello per una sosta……..
Mentre si fanno riposare i cavalli, noi gironzoliamo un po’………..…..alcuni uomini di Rapallo, giovani e vecchi, sono seduti sul parapetto o appoggiati al muretto che corre lungo il ponte sul Boate. Tra questi se ne distingue uno.
E’ un pescatore di mezz’età, piazzato di traverso sul parapetto e con le gambe penzoloni. Parla a ruota libera di ferrovia, di politica, di tasse e quando sul volto appare il suo strano sorriso, sembra uno di quei lampi che trascorrono rapidi all’orizzonte nelle sere di burrasca………
La ferrovia che dovrà essere costruita e che passerà da Rapallo, lo fa discutere.
Critica il progetto del Governo. “Preferivo quello di …….un certo……..come si chiamava? … 

Ma parliamo d’altro. Della città e delle sue caratteristiche.
E’ antico quel castello?” 
Il pescatore si volta a guardare, mentre gli altri continuano a tacere. Poi con tono risoluto esclama:
“Certo che è antico; io lo so, perché ci ho vissuto”
“La dentro?”
“Proprio là dentro, nel carcere.”
“Per un piccolo reato?”
“Anche per uno grosso…….”
Risponde tranquillamente uno dei presenti.


Rapallo - Il Lungomare

 Sul viso dell’uomo affiora un sorriso desolato. Non osiamo chiedergli quale sia stato il suo crimine……..
Intanto i compagni si sono avvicinati, i loro occhi brillano di curiosità. Si continua a parlare di questioni straniere, interessi locali, il passato, il futuro.
E’ chiaro che quando degli uomini vanno incontro ad altri uomini, ciò che conta è il rispetto dell’individuo che c’è in ognuno, e gli uomini di Rapallo lo hanno capito.


Chiavari - Panorama da S. Maria delle Grazie

Quando li salutiamo per riprendere il viaggio, delle mani cordiali trattengono le nostre.
La strada comincia di nuovo a salire. Aromi diversi fluttuano nell’aria. Colori vivaci e trasparenti dipingono la natura e le cose, mentre l’atmosfera tutta si diverte a scomporre e a ricomporre toni sempre diversi di blu e di verde. E dalla terra scopriamo l’infinito.
Chiavari ci distoglie dai nostri sogni. La piccola città si distende sotto di noi in mezzo ai suoi orti.

Una spiaggia ininterrotta conduce a Sestri.  
Di fronte a noi il mare aperto, fino agli orizzonti più lontani, mentre una lunga onda di spuma bianca collega Portofino a Portovenere. Davanti a tanta bellezza desideriamo fermarci. Vogliamo respirare da mattina a sera questa brezza salmastra.  

Le carrozze si fermano davanti all’albergo della “Posta”, situato da un lato della piazza chiusa da un vecchio castello merlato. L’oste si precipita ad aprire le portiere….

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