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14 Settembre 1861
Che cosa si vede dalla finestra dell’albergo?
Il mercato. Delle ceste di pesche, di uva, di pere e di fichi, sistemati
a piramide sui banchetti, mentre dalla campagna continuano ad arrivare
cassette piene di pomodori e di pannocchie di granoturco.
A quest’ora gli uomini, il sesso forte, sono gli umilissimi servi del
sesso debole. Ciò dura per un’ora circa, il tempo di vendere o
comprare le derrate. Dopo di ché i re della creazione rientrano nei
loro diritti che esercitano con un’aria scontrosa, a fronte alta,
camminando in mezzo alla strada, senza lasciare il passo né per un
signore né per un vescovo, tanto meno per le loro donne.
Ma finché durano le transazioni commerciali, questi fieri Ercoli, a
criniera bassa, vengono a prendere gli ordini di Onfale, che mette loro
sulle braccia le ceste o indica i sacchi da caricarsi sulla
schiena…….
Tra le tante donne se ne distingue una. Accaparra le derrate per
rivenderle al dettaglio. Eccola, con le braccia conserte, che attraversa
a grandi passi la piazza; una foresta di capelli scarmigliati, uno
scialle giallo incrociato sul petto ossuto, una tasca bianca appesa alla
cintura, una gonna rossastra sollevata di traverso e fermata in vita.
Il marito alto e robusto la segue silenzioso, passo dopo passo, con
l’aria d’un mastino tenuto alla catena.
Lei tocca con un piede un cestino, una cesta, il marito s’abbassa,
carica, porta via, ritorna, ricarica, porta via; la donna tira fuori
dalla tasca qualche moneta getta il denaro al contadino, incapace di
protestare per l’esiguità della somma e prosegue la sua marcia
trionfale. Nessuno ha il coraggio di rifiutare la miseria che lei decide
di pagare. Se qualche campagnolo cerca di rifiutare il prezzo, lei
esplode in frasi irose delle pose tragiche, con un torrente
d’ingiurie. E il poveretto cede.………………
…….Intanto alla nostra sinistra, nella fila di case sostenute dagli
archi, un signore legge il giornale, seduto sul terrazzo del primo
piano. Segue talora le scene del mercato, legge un po’, accarezza i
lunghi baffi, alza lo sguardo verso l’alto.
Nel palazzo di fronte all’albergo delle persiane sollevate a metà
lasciano intravedere delle “signore” molto belle, con le braccia
candide appoggiate sui cuscini, i capelli neri ben lisciati e divisi
sulla fronte. |